Cena autofinanziamento – giovedì 10 aprile 2014

Oggi a partire dalle 19.00 a XM24

tradizionale CENA POPOLARE DI AUTOFINANZIAMENTO della Scuola d’Italiano Con Migranti XM24

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VENITE NUMEROSISSIMI!!

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A fra poco l’ipotetico menù preliminare…stay tuned!

In contemporanea (mentre mangiate e bevete) ∫connessioni precarie con i Clash City Workers presentano:
“Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia delle crisi.”

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https://www.facebook.com/events/632994170107390/

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Reato di soggiorno per punti

pallottoliereCon una circolare dello scorso febbraio il Ministero dell’Interno ha illustrato alle Prefetture il regolamento sull’accordo di integrazione, rendendo così esecutive le procedure di verifica del cosiddetto “permesso di soggiorno a punti” entrato in vigore nel marzo del 2012 con il decreto dell’allora ministro Maroni. Si tratta di una verifica che riguarda al momento soltanto circa 26 mila migranti (tra questi poco più di 2 mila nella provincia di Bologna). Eppure, l’accordo di integrazione e il relativo permesso a punti costituiscono il futuro orizzonte del razzismo istituzionale volto a definire le nuove gerarchie dello sfruttamento del lavoro migrante.

Ad eccezione di quanti hanno il permesso di soggiorno per asilo e per motivi umanitari, oppure di quanti hanno esercitato il diritto al ricongiungimento familiare o hanno ottenuto un permesso di soggiorno CE di lungo periodo o la carta di soggiorno, tutti i migranti entrati in Italia dopo il 10 marzo 2012 (data del decreto Maroni) sono obbligati a sottoscrivere un accordo di integrazione, firmando una Carta dei Valori e impegnandosi così a raggiungere (partendo da 16 punti) un minimo di 30 punti per non perdere il permesso di soggiorno e non essere espulsi. Dopo due anni dalla firma, lo Sportello Unico dell’Immigrazione è, infatti, chiamato a verificare il rispetto dell’accordo calcolando i punti conquistati e quelli persi. Che cosa stabilisce la Carta dei Valori? E soprattutto come si conquistano o si perdono punti?

La “Carta dei Valori, della Cittadinanza e dell’Integrazione” descrive l’Italia come una comunità di persone e di valori: una sorta di paradiso in terra! Tra i molti valori che rendono gioiosa la vita in paradiso, ci sono: libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, dignità, la parità tra uomo e donna, i diritti umani e persino quelli sociali, come se il welfare non fosse ormai un miraggio per tutti, precari, operai e migranti. In effetti, quando entrano per la prima volta in questo paese, i migranti forse non sanno che esistono i centri di identificazione ed espulsione (CIE) dove si può essere rinchiusi per mesi senza aver commesso alcun reato, ma soltanto per aver perso il diritto a restare. Non sanno che per rinnovare il permesso dovranno dimostrare continuamente di avere un contratto di lavoro, di avere un reddito sufficiente, una casa con una certa metratura e di aver versato i contributi. Non sanno neanche di dover pagare centinaia di euro a ogni rinnovo per ogni membro della loro famiglia e di dover aspettare mesi (anche se la legge stabilisce un tempo massimo di sessanta giorni) per avere in mano un foglio di carta che talvolta è persino consegnato in scadenza. Non sanno inoltre che non potranno riscattare i contributi versati in anni di lavoro, nel caso perdessero il permesso o decidessero di tornare nel loro paese (a meno di accordi bilaterali stipulati dal governo italiano, ancora però con pochi paesi). Non sanno che dovranno aspettare più di dieci anni per avere la cittadinanza, semmai riusciranno a ottenerla. Non sanno che i loro figli nati e cresciuti qui non sono cittadini, ma dovranno sottostare come loro al ricatto del permesso di soggiorno una volta compiuti 18 anni e terminati gli studi. Non sanno neanche che può succedere che i loro figli siano respinti dalle scuole, si dice per “mancanza di posti”, nonostante il diritto alla scuola dell’obbligo sia stabilito dalla Costituzione. La Carta dichiara inoltre la parità di genere, ma le migranti che entrano per ricongiungimento familiare non sanno che per lo Stato italiano “esistono” soltanto nel permesso di soggiorno del marito. Però la poligamia è vietata. Non sapendo tutto questo, senza dubbio, i migranti aderiranno più che volentieri ai valori di una Carta che li vuole integrare in un paese che affonda le sue radici nella “tradizione ebraico-cristiana”, ma che comunque garantisce la libertà religiosa.

Dopo aver sottoscritto la Carta e stipulato l’accordo di integrazione, i migranti entrano in paradiso direttamente nel girone dei giochi a premi. Ecco alcuni esempi. Dopo due anni, chi dimostrerà di conoscere bene la lingua italiana – avendo conseguito titoli scolastici oppure semplicemente pagando un corso in una scuola d’italiano – conquisterà dai 10 ai 30 punti a seconda del livello di conoscenza. Chi avrà frequentato istituti tecnici o corsi universitari, oppure chi insegnerà nelle università, otterrà fino a un massimo di 50 punti. Diversamente, chi avrà conseguito semplicemente un diploma di istruzione secondaria o avrà aggiornato le proprie competenze con corsi di formazione professionale conquisterà soltanto un misero premio di 4 o 5 punti. Infine, sono previsti 6 punti per chi avrà un regolare contratto di affitto o di acquisto di una casa, e 4 punti per chi sceglierà un medico di base. Sanzioni penali e pecuniarie per reati e illeciti amministrativi e tributari di vario tipo comportano invece la perdita di un minimo di 2 punti fino a un massimo di 25.

A questo punto le regole del gioco a premi dovrebbero essere chiare. Dopo due anni, chi avrà raggiunto 30 punti sarà “libero” di vivere in paradiso pur dovendo sottostare al ricatto del permesso di soggiorno legato al lavoro. Chi invece non avrà raggiunto 30 punti retrocede in purgatorio, rimane cioè sotto “giudizio” e avrà tempo ancora un anno per redimersi. Alla scadenza dell’anno, se i termini dell’accordo di integrazione non saranno rispettati, il suo permesso di soggiorno sarà revocato e si ritroverà in mano il foglio di via: sarà espulso. La revoca del permesso è immediata nel caso di punteggio pari a 0 dopo due anni dalla stipula del contratto. Alla fine del gioco quello che è chiaro è che il paradiso descritto dalla Carta dei Valori non è altro che l’inferno delle nuove gerarchie del razzismo istituzionale, non solo tra migranti e italiani, ma tra gli stessi migranti.

Quando è entrata in vigore ormai più di dieci anni fa, la legge Bossi-Fini ha introdotto in modo più stringente di quanto non fosse in passato il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro: il permesso di soggiorno è così diventato un vero e proprio ricatto che, in particolare in seguito alla crisi economica, ha costretto i migranti ad accettare qualsiasi lavoro, senza qualifiche e sicurezze, con salari sempre più bassi e tempi di lavoro sempre più intensi. In questo modo, mettendo in competizione tra loro migranti, operai e precari italiani, il ricatto del permesso di soggiorno non ha soltanto impoverito il lavoro migrante, ma ha indebolito tutto il lavoro. Oggi, quando i migranti – in particolare nel settore della logistica – hanno nuovamente dimostrato che è possibile rompere il ricatto del permesso lottando insieme per conquistare salario e abolire la legge Bossi-Fini, l’accordo di integrazione e il “permesso  di soggiorno a punti” intendono rafforzare quel ricatto stabilendo nuove e profonde gerarchie. Anche se per il momento coinvolgono poche decine di migliaia di migranti, in prospettiva queste nuove norme avranno un preciso risvolto politico: posizionare i migranti dentro specifiche gerarchie che corrispondono alla loro istruzione, alle loro competenze professionali, al loro comportamento sociale. Se la legge Bossi-Fini ha reso i migranti tutti uguali come forza lavoro usa e getta funzionale alle esigenze dei padroni, l’accordo di integrazione e il permesso a punti vorrebbero stabilire quali migranti possono conquistare il diritto di restare e in quale posizione nel mercato del lavoro, a seconda della loro capacità di adeguarsi alle esigenze delle imprese e alle regole della società. Per certi versi, queste norme hanno anticipato e ora funzionano in modo complementare alle recenti riforme del lavoro (ultimo in ordine di tempo il decreto del ministro del lavoro “cooperativo”) che hanno ulteriormente individualizzato e precarizzato il lavoro, scaricando completamente sul lavoratore la responsabilità di conquistare un’occupazione dando buona prova di sé nella formazione, nel lavoro e nel mercato. Di nuovo, allora, la sfida politica che i migranti lanciano a tutti – movimenti, associazioni, sindacati – è quella di riconoscere e sostenere le rivendicazioni del lavoro migrantecontro i centri di detenzione, il ricatto del permesso e la precarizzazione di tutto il lavoro: migranti, precari e operai italiani devono lottare insieme per rompere le gerarchie dello sfruttamento.

Coordinamento Migranti – Scuola di Italiano con Migranti XM24 – Sportello Legale XM24

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ILLEGANTE n° 4

Siete venuti alla manifestazione del 1° Marzo?

Avete preso una copia cartacea del nuovo numero dell’ILLEGANTE??

NO?! Beh, potete sempre rimediare chiedendocela via mail o consultando la versione on-line qui sotto (e nella pagina de l’ILLEGANTE) :)

Ricordiamo che l’ILLEGANTE è auto-organizzato e auto-prodotto dalla SIM XM24 e che ogni offerta per la sua lettura e diffusione è libera ma gradita! :)

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Vi osserviamo! E’ operativo a Bologna l’Osservatorio contro i respingimenti scolastici

LOGODefDopo il caso del ragazzo bengalese respinto al momento di iscriversi a scuola, nasce a Bologna l’Osservatorio contro i respingimenti scolastici, ‎di cui riportiamo il volantino di presentazione. L’osservatorio mette a disposizione un numero di telefono al quale inviare segnalazioni e notizie utili per monitorare la situazione relativa ai respingimenti scolastici. L’osservatorio scenderà in piazza il prossimo Primo Marzo alla manifestazione dei e delle migranti per dare visibilità alla questione dei respingimenti. Questa é infatti un’altra espressione del razzismo istituzionale di cui sono vittime i migranti in questo Paese e contro cui prenderanno parola il Primo Marzo.

VI OSSERVIAMO! NO AI RESPINGIMENTI SCOLASTICI!

A dicembre il caso di un ragazzo bengalese che è stato rifiutato dalla scuola alla quale aveva chiesto di iscriversi ha attirato l’attenzione dei media. In seguito alla denuncia della Scuola di Italiano con Migranti di XM24 è stato subito trovato un posto per lo studente, che per ben otto mesi ha subito una grave lesione del suo diritto all’istruzione, pur sancito dalla Costituzione. Il 3 febbraio, giorno dell’apertura delle prescrizioni, abbiamo convocato una conferenza stampa affermando che quello denunciato non è un caso isolato, ma una situazione sempre più diffusa ed allarmante: siamo davanti ad un altro esempio di razzismo istituzionale che colpisce i migranti in questo Paese.

 Abbiamo deciso perciò di aprire un Osservatorio contro i respingimenti scolastici, per raccogliere tutti i casi di respingimenti scolastici e denunciarli pubblicamente. La lesione del diritto all’istruzione, che ormai troppo spesso coinvolge i figli dei migranti, è una pratica chiaramente discriminatoria: i responsabili sono perseguibili legalmente e chi subisce un danno può esigere un risarcimento.

La scuola destinataria dell’iscrizione è infatti tenuta a procedere all’accettazione della stessa ovvero smistare la domanda ad altro istituto laddove non abbia modo di accogliere la domanda, ma sempre nel rispetto delle preferenze indicate dalla famiglia al momento di iscrizione del proprio figlio. In ogni caso le scuole e l’ufficio scolastico devono formalmente farsi carico di tutti gli alunni in egual modo e provvedere efficacemente al loro inserimento scolastico.

Nel caso capiti anche a tuo figlio di essere respinto dalla scuola, fai una segnalazione e rivolgiti agli avvocati dell’osservatorio contro i respingimenti scolastici di Bologna.

 Come studenti, genitori, insegnanti e personale amministrativo delle scuole vigileremo sui casi di respingimento scolastico,  e sulle prassi che vedono la creazione di classi ghetto.

Per noi si tratta di evidente razzismo istituzionale che, sommato alle carenze strutturali di risorse destinate alla scuola pubblica, impone di attivarsi e denunciare i responsabili!

Osservatorio contro i respingimenti scolastici

Tel. 3396574312

e-mail: osservatoriorespingimenti@lists.contaminati.net

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Nasce l’osservatorio contro i respingimenti scolastici

LOGODefA dicembre il caso di un ragazzo bengalese che è stato rifiutato dalla scuola alla quale aveva chiesto di iscriversi ha attirato l’attenzione dei media. In seguito alla denuncia della Scuola di Italiano con Migranti di XM24 è stato subito trovato un posto per lo studente, che per ben otto mesi ha subito una grave lesione del suo diritto all’istruzione, pur sancito dalla Costituzione. Il 3 febbraio, giorno dell’apertura delle prescrizioni, abbiamo convocato una conferenza stampa affermando che quello denunciato non è un caso isolato, ma una situazione sempre più diffusa ed allarmante: siamo davanti ad un altro esempio di razzismo istituzionale che colpisce i migranti in questo Paese.

Abbiamo deciso perciò di aprire un Osservatorio contro i respingimenti scolastici, per raccogliere tutti i casi di respingimenti scolastici e denunciarli pubblicamente. La lesione del diritto all’istruzione, che ormai troppo spesso coinvolge i figli dei migranti, è una pratica chiaramente discriminatoria: i responsabili sono perseguibili legalmente e chi subisce un danno può esigere un risarcimento.

La scuola destinataria dell’iscrizione è infatti tenuta a procedere all’accettazione della stessa ovvero smistare la domanda ad altro istituto laddove non abbia modo di accogliere la domanda, ma sempre nel rispetto delle preferenze indicate dalla famiglia al momento di iscrizione del proprio figlio. In ogni caso le scuole e l’ufficio scolastico devono formalmente farsi carico di tutti gli alunni in egual modo e provvedere efficacemente al loro inserimento scolastico.

Nel caso capiti anche a tuo figlio di essere respinto dalla scuola, fai una segnalazione e rivolgiti agli avvocati dell’osservatorio contro i respingimenti scolastici di Bologna.

Come studenti, genitori, insegnanti e personale amministrativo delle scuole vigileremo sui casi di respingimento scolastico,  e sulle prassi che vedono la creazione di classi ghetto.

Per noi si tratta di evidente razzismo istituzionale che, sommato alle carenze strutturali di risorse destinate alla scuola pubblica, impone di attivarsi e denunciare i responsabili!

Osservatorio contro i respingimenti scolastici

Tel. 3396574312

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Primo marzo dei/delle migranti: manifestazione a Bologna, ore 15 Piazza dell’Unità

logomondojpg1SU LA TESTA!DSC_0104

IL PRIMO MARZO DEI MIGRANTI

È UN’OCCASIONE PER TUTTI!

 Il prossimo primo marzo torneremo in piazza. Lo facciamo dopo la tragedia politica del 3 ottobre 2013, quando la morte di centinaia di uomini, donne e bambini nel mare di Lampedusa ha reso evidente la spietatezza del regime europeo dei confini. Lo facciamo dopo la cosiddetta «emergenza profughi», che ha dimostrato che ogni regime «di emergenza» serve a costringere a una «normale» subordinazione e al silenzio chi cerca una vita migliore. Lo facciamo sapendo che i migranti non devono essere considerati solo come vittime che muoiono in mare o alle quali dare assistenza, ma sono una parte delle nostre società capace di lottare in solidarietà, prendendo possesso della loro vita, reinventando la democrazia. In Europa, in Italia e in particolare a Bologna i migranti hanno lottato con determinazione: per noi antirazzismo significa lottare con loro per affermare la possibilità di vivere, studiare, lavorare e muoversi in Europa come nel resto del mondo.

Questa lotta è oggi tanto più urgente quanto più l’austerità intensifica la precarietà e il razzismo istituzionale. La crisi economica e la sua gestione politica, a livello europeo e nazionale, hanno determinato l’impoverimento del lavoro, la riduzione del reddito, difficoltà abitative per tutti. Per i migranti, la crisi ha però aumentato le possibilità di perdere il permesso di soggiorno, essere rinchiusi nei CIE, perdere i contributi versati in anni di lavoro, scontrarsi mortalmente con il regime dei confini. Il recente referendum svizzero e il crescente razzismo inter-europeo sono effetti di queste politiche e del razzismo istituzionale che le sostiene. Si tratta di meccanismi di discriminazione e dispositivi di sfruttamento che non colpiscono solo i migranti, ma coinvolgono fasce sociali sempre più ampie e puntano a restringere ulteriormente l’accesso a reddito e diritti.

Il primo marzo del 2010, a Bologna e molte altre città d’Italia, centinaia di lavoratori e lavoratrici, migranti e italiani, hanno scioperato contro la legge Bossi-Fini. Lo hanno fatto nonostante l’opposizione di chi ha sostenuto che lo sciopero dei migranti è uno «sciopero etnico» e che oggi si schiera ancora dalla parte dei padroni. Questa lotta è andata avanti: con la battaglia ancora aperta dei lavoratori della Granarolo, con gli scioperi nei magazzini della logistica contro il sistema di sfruttamento delle cooperative, i migranti hanno dimostrato che il ricatto del permesso di soggiorno e del salario e la complicità delle istituzioni con il sistema che li sfrutta non sono sufficienti a fermarli. Dai posti di lavoro alle piazze i migranti hanno detto no alla precarietà dell’esistenza alimentata dal razzismo istituzionale: hanno rifiutato le discriminazioni nell’accesso alla salute, si sono opposti ai respingimenti scolastici e alle classi separate, hanno preteso il loro diritto d’asilo. Dai posti di lavoro alle piazze il primo marzo i migranti ripeteranno a gran voce che nessun CIE dovrà essere riaperto in Emilia Romagna e che tutti i centri di detenzione – a partire da quello di Ponte Galeria – devono essere chiusi per sempre.

Ostinatamente, in questi anni, migranti e italiani, precarie e operai, hanno realizzato pratiche di lotta che mandano un messaggio chiaro a tutti: alzare la testa contro sfruttamento, precarietà e razzismo istituzionale è necessario, alzare la testa è possibile! Il primo marzo tutte le realtà di Bologna e provincia sono invitate a raccogliere questo messaggio: per reinventare la solidarietà, per il diritto ad una vita degna per tutti/e, per stare dalla parte dei migranti senza ambiguità, dando spazio e visibilità alle loro lotte e alle loro rivendicazioni.

PRIMO MARZO 2014 – ORE 15.00

Piazza dell’Unità – Bologna

▪   per la rottura del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno

▪   per la chiusura definitiva di tutti i centri di identificazione ed espulsione

▪   per la cittadinanza per tutti i figli e le figlie dei migranti nati e cresciuti in Italia

▪   per una legge sul diritto d’asilo che tuteli realmente richiedenti e rifugiati

▪   per un accesso universale alle cure sanitarie e all’istruzione 

CONTRO IL RAZZISMO ISTITUZIONALE CHE ALIMENTA SFRUTTAMENTO E PRECARIETÀ, SU LA TESTA!

 Adl-Cobas Emilia Romagna; Associazione lavoratori Marocchini – Bologna; Associazione Progré; Associazione Senegalese Cheikh Anta Diop – Bologna; Comunità pachistana – Bologna; Confederazione Cobas; ∫connessioni precarie; Coordinamento Migranti; Làbas occupato; Laboratorio OnTheMove; Rivolta il debito – Communia Network; Seminaria; SIM – Scuola di italiano con migranti Xm24; Spazio pubblico Autogestito Xm24; Sportello Legale XM24; Cs TPO; USI – lavoratrici e lavoratori anarchici; Vag61

Per adesioni primomarzobo2014@gmail.com

Scarica i volantini del Coordinamento Migranti cliccando qui

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MADRE 2014

Il 21 di febbraio ricorre la Giornata internazionale della lingua madre.

A Bologna il Centro Zonarelli con CDLEI e Salaborsa promuovono in collaborazione con le associazioni degli stranieri della città alcuni eventi che mostrano la ricchezza e l’attivismo delle comunità immigrate nella valorizzazione della lingua e della cultura di origine. Molte le comunità che organizzano e gestiscono da anni veri e propri corsi della lingua di origine rivolta ai propri figli nati qui. Ciò costituisce un fenomeno complesso e interessante da molti punti di vista: apprendimento linguistico e multilinguismo; valorizzazione culturale dei genitori; dinamiche virtuose di valorizzazione delle diversità in ambito sociale e scolastico. La manifestazione di quest’anno vuole rappresentare un invito ad accogliere e valorizzare  in particolare al mondo della scuola una tale ricchezza di esperienze per integrare questa opportunità nel progetto educativo complessivo.

Per saperne di più:

http://www.un.org/fr/events/motherlanguageday/

http://en.wikipedia.org/wiki/International_Mother_Language_Day

https://www.facebook.com/centrointerculturale.zonarellibologna/events#!/events/240234342816705/

 

PROGRAMMA

VENERDÌ 21 FEBBRAIO

BIBLIOTECA SALABORSA RAGAZZI, PIAZZA NETTUNO 3 BOLOGNA

IN BIBLIOTECA SALABORSA RAGAZZI, POMERIGGIO DI LETTURA IN TANTE LINGUE DI THE VERY HUNGRY CATERPILLAR DI ERIC CARLE, UN CLASSICO DELLA LETTERATURA PER I PIÙ PICCOLI, TRADOTTO IN 49 EDIZIONI DIVERSE.

IN BIBLIOTECA SALABORSA SONO TANTE LE RISORSE A DISPOSIZIONE GRATUITAMENTE PER I NUOVI CITTADINI: GIORNALI IN LINGUE NON EUROPEE (ARABO, TAGALOG, RUSSO, CINESE, POLACCO, ETC) – ANCHE CONSULTABILI IN FORMATO DIGITALE, LIBRI IN BENGALI, ALBANESE, RUSSO, POLACCO, GIAPPONESE, RUMENO, ARABO, CINESE, URDU, POSTAZIONI PER LA NAVIGAZIONE IN INTERNET, CORSI PER IMPARARE L’ITALIANO E TANTO ALTRO.

 

SABATO 22 FEBBRAIO

CENTRO INTERCULTURALE ZONARELLI, VIA G. A. SACCO 14 BOLOGNA

ORE 9,30 – 13,30

THÉ PALABRE – LE ASSOCIAZIONI DEI E DELLE MIGRANTI PER GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO

OBIETTIVO 2: IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE DI FRONTE ALLA SFIDA DELLA DIVERSITÀ

OBIETTIVO 3: LO SVILUPPO SI BLOCCA, QUI E LÌ, SE LASCIA DA PARTE LE DONNE

 

ORE 14,30

TESTIMONIANZE DELLE SCUOLE DI LINGUA MADRE

AMARICO A CURA DELLA COMUNITÀ ETIOPE IN EMILIA ROMAGNA; – ARABO A CURA DELL’ASS.NE LA JEUNESSE MAROCAINE (SEDE DEI CORSI PRESSO LE SCUOLE GARI

BALDI DI VIA BEROALDO) – ARABO NELLE SCUOLE A CURA DELL’ASS.NE AL GHOFRANE (SVOLTA NELLE SCUOLE ROMAGNOLI AL PILASTRO); – ARABO IN LINGUA WOLOFF, PER STUDIO CORANICO, A CURA DELL’ASS.NE DONNE SENEGALESI; SINGALESE LINGUA A CURA DELL’ASS.NE DELLO SRI LANKA; TAMIL A CURA DELL’ ASS.NE DEI TAMIL IN ITALIA SEZ. EMILIA ROMAGNA; IGBO (NIGERIA) A CURA DELL’ASS.NE NZU NKO NDI IGBO; OWERRI A CURA DELL’ASS.NE OWERRI; TIGRINA A CURA DELLA COMUNITA’ ERITREA; UNGHERESE A CURA DELL’ASS.NE CULTURALE ITALO-UNGHERESE; TAGALONG E CULTURA FILIPPINA A CURA DELL’ASS.NE LIWANAG DONNE FILIPPINE; RUSSO E UCRAINO A CURA DELL’ASS. ITALIA – UCRAINA

Il mondo della scuola è invitato per confrontarsi con i/le migranti sul tema del progetto educativo che scuola, famiglie e comunità insieme costruiscono per i ragazzi che crescono nella società in trasformazione

 

PER TUTTA LA GIORNATA DI SABATO SARÀ ATTIVO PRESSO IL CENTRO INTERCULTURALE ZONARELLI UN PUNTO ISCRIZIONE E PRESTITO DI BIBLIOTECA SALABORSA, CON LIBRI IN TANTE LINGUE PER GRANDI E PICCOLI CHE POTRANNO ESSERE PORTATI A CASA PER UN MESE.

 

 

 

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Cena di autofinanziamento associazione senegalese Cheikh Anta Diop

23 FEBBRAIO: giornata/cena dell’associazione senegalese

L’associazione senegalese di Bologna Cheikh Anta Diop organizza sabato 23 febbraio una giornata di iniziativa presso il centro Zonarelli.

Alle ore 15.30: giornata sulla sanità, con i medici dell’ospedale sant’Orsola e i medici volontari dell’associazione Sokos.

Alle ore 19: cena di autofinanziamento con piatti tipici senegalesi, costo 10 euro.

SIETE TUTTI INVITATI!

PER INFO e PRENOTAZIONI: 3899858061 / 3802493214

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Rassegna stampa Respingimenti scolastici – Atto 3

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Questi i primi articoli sul presidio/conferenza stampa di oggi:
http://www.radiocittafujiko.it/news/xm24-no-ai-respingimenti-scolastici

http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-7fe62863-62cd-4276-9560-cfd75abeea68.html?idVideo=ContentItem-14b2ac8f-67b1-4ebb-a22f-d7da6c61e55e
(al minuto 8)

http://radio.rcdc.it/archives/respingimenti-scolastici-martinez-132625/

 

…che si aggiungono a quelli già pubblicati da dicembre ad oggi e che trovate qui e qui

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PRESIDIO-CONFERENZA STAMPA contro i RESPINGIMENTI SCOLASTICI: lunedì 3 febbraio alle ore 12

PRESIDIO-CONFERENZA STAMPA : lunedì 3 febbraio alle ore 12
davanti all’Ufficio Scolastico della provincia di Bologna, Via de’ Castagnoli 1, Bologna. Questo l’appuntamento chiamato da Scuola d’Italiano con MigrantiXM24, Coordinamento Migranti, Sportello LegaleXM24 e a cui molte altre realtà hanno aderito
<B>Scuola, crescono gli alunni stranieri<br>da settembre saranno 500 mila</B>
Nel giorno di apertura delle pre-iscrizioni alle scuole, lunedì 3 febbraio, convochiamo una conferenza stampa alle ore 12 davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico della provincia di Bologna (Via de’ Castagnoli 1, Bologna), per denunciare che, anche se il singolo caso del bambino bengalese è stato risolto, nulla è stato fatto per risolvere i problemi strutturali che avevano causato la sua esclusione dalla scuola. Vogliamo quindi dire pubblicamente che siamo pronti a denunciare ulteriori casi simili e a lottare contro ogni discriminazione, avviando anche azioni legali con la richiesta di ingenti risarcimenti alle istituzioni inadempienti.

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